“Nella conferenza dei sindaci ATO4 dello scorso 7 agosto l’assemblea, capeggiata dal sindaco di Latina Di Giorgi, ha legalizzato un furto di quasi 50 milioni di euro in danno ai cittadini per favorire per l’ennesima volta Acqualatina. Il sindaco del capoluogo di provincia ha fatto passare un emendamento facendo cosi finta di aumentare il fondo sociale per i meno abbienti (… fermo a solo 700mila euro sui 5,5 milioni disponibili…) e poi ha lasciato che il gestore Acqualatina potesse fare man bassa nelle tasche degli utenti”. Non si placa lo scontro tra il comitato acqua pubblica guidato da Alberto De Monaco e il gestore del servizio idrico. “Sfidiamo il sindaco Di Giorgi – continuano i rappresentanti del comitato – ad un confronto pubblico per dimostrare che si è trattato di furto legalizzato, ma vedrete che non hanno il coraggio e la competenza per discutere direttamente con i cittadini. Con questo comportamento le illegalità e le illegittimità intorno alla gestione dell’acqua aumenteranno e l’unica via che resterà ai cittadini sarà l’azione civica necessaria ed indotta per tutelare gli interessi delle comunità contro l’incapacità-commistione politica e l’arroganza del gestore che non vuole mai pagare per le proprie responsabilità ed incapacità. Questo furto è del tutto illegittimo, non dovuto, non obbligatorio, non sancito da obblighi dell’ATO4 ne dall’Authority servizi idrici ed i cittadini non lo devono pagare. I cittadini si attiveranno in tutte le sedi giuridiche e vedremo se lo faranno le associazioni dei consumatori e gli 11 sindaci che hanno provato ad evitare il furto, così si capirà chi fa battaglie solo strumentali e chi è fa azioni convinte a tutela della legalità e degli utenti. E’ inaudito e vergognoso riconoscere il “furto legalizzato” per conguagli 2003-2011 perché: nel luglio del 2006 l’ATO4 ha già riconosciuto un debito (illegittimo) di 14,5 milioni per l’equilibrio della gestione anni 2003-2005; i comuni dell’ATO4 con accordo (illegittimo) del 16/4/2004 per assicurare l’equilibrio per gli anni 2003-2005 hanno rinunciato al canone di gestione dovuto per un totale di €4.300,000; il gestore non ha pagato 5,2 milioni di Canoni ai Consorzi di bonifica dovuti per gli anni 2003/2005; il gestore non ha pagato 30,6milioni di penali MALL per mancato raggiungimento dei livelli di servizio; il gestore non ha pagato ai Comuni dell’ATO l’aggiornamento del canone dal 2003 al 2013 ed ha risparmiato € 2.171.543; al gestore è stato consentito di restituire in “comode” rate ai Comuni l’insoluto di ben 8,3 milioni di mutui già pagati dagli enti locali sugli impianti trasferiti in gestione ed oltretutto senza interessi di mora; il gestore è stato esonerato dal pagamento di penali per circa 15 milioni per il mancato raggiungimento degli investimenti: 120 milioni entro il 2011, invece dei 146 previsti da contratto; il gestore ha potuto non pagare 18milioni per costo trasporto acqua potabile alle isole di Ponza e Ventotene, per gli anni 2003-2011. Tutto questo nell’era Cusani ed ora Di Giorgi ha garantito al gestore di avere comunque la tariffa massima: aumentando i costi di gestione ed espellendo gli altri costi esogeni (mutui, consorzi, trasporto acqua isole) anche se dovuti, accettati e sottoscritti come da contratto di gestione”
Il comitato acqua pubblica attacca la conferenza dei sindaci dell'Ato4 e Acqualatina
“Aumento delle tariffe illegittimo”
De Monaco: "Hanno legalizzato un furto da 50 milioni di euro a danno dei cittadini"
19 Agosto 2014
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