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APRILIA: Violata la privacy di un dipendente Multiservizi, Comune condannato a risarcirlo per 5mila euro

APRILIA – Il comune di Aprilia è stato condannato a pagare un risarcimento di 5mila euro nei confronti di un ex dipendente dell’azienda speciale Multiservizi. Secondo il garante per la protezione dei dati personali, l’ente di piazza Roma avrebbe violato i principi di liceità, correttezza e trasparenza nei confronti dell’ex lavoratore dell’Asam. La vicenda inizia nel giugno del 2025 quando l’uomo invia una pec al protocollo del comune “chiedendo un incontro al commissario straordinario e con la quale veniva evidenziata la gestione “folle” e con toni mafiosi della Multiservizi”. Ricevuta la pec, con la richiesta di incontro, essa sarebbe stata “inoltrata prima a due funzionari del comune e poi direttamente al collegio dei liquidatori dell’azienda speciale Multiservizi” che, il 22 luglio, avrebbero aperto un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente terminato nel settembre successivo con il suo licenziamento per giusta causa. Il 29 luglio il lavoratore ha quindi presentato un esposto al garante per la protezione dei dati personali che ha aperto una indagine sul caso. Il comune di Aprilia, chiamato a rispondere, ha spiegato come “la comunicazione era funzionalmente circoscritta alle finalità perseguite dall’ente e che la comunicazione del nominativo del reclamante era risultata necessaria ai fini della valutazione dell’attendibilità della segnalazione e della corretta istruttoria, con utilizzo circoscritto a tali finalità. Inoltre, la pec sarebbe stata trasmessa alla commissione straordinaria che ha poi provveduto a richiedere notizie in merito ai legali rappresentanti dell’Asam, utilizzando la mail in uso esclusivo al collegio dei liquidatori”. Nelle sue memorie difensive, l’ente di piazza Roma ha inoltre specificato come “la verifica delle dichiarazioni di un soggetto che riferisce circa una gestione folle e con toni mafiosi all’interno dell’azienda speciale comunale era finalizzata a comprendere se tali affermazioni contenute nella comunicazione pec avessero un sostrato di fondatezza oppure fossero state frutto di propalazioni prive di fondamento di un soggetto che dipendeva da una propria azienda speciale a cui sono affidati dal comune di Aprilia diversi servizi”. Inoltre, “è apparso del tutto lecito informare Asam circa la ricezione di una richiesta di appuntamento pervenuta da un dipendente dell’azienda, nella quale si contestava, in via del tutto generica, la gestione folle e con toni mafiosi della municipalizzata allo scopo di ottenere una relazione sul dipendente”. Dopo la segnalazione, l’ente “senza effettuare alcuna attività istruttoria volta ad acquisire direttamente dal reclamante ulteriori informazioni in merito, ha provveduto a comunicare i dati del reclamante con la pec ad Asam, soggetto terzo e datore di lavoro del reclamante, rispetto al quale lo stesso intendeva portare all’attenzione della commissione straordinaria potenziali comportamenti illeciti da approfondire. Asam da una parte ha aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti, dall’altro ha fornito all’ente una relazione sulle vicende lavorative intercorse con il dipendente con una descrizione delle pregresse contestazioni disciplinari e sanzioni adottate nei suoi confronti. Alla luce di ciò, l’ente ha ritenuto di non dover approfondire la vicenda con il reclamante”. Un atteggiamento, quello del comune, che per il garante evidenzia tutta una serie di violazioni nei confronti dell’ex dipendente tale da infliggere una sanzione di 5mila euro ai danni dell’ente.

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