APRILIA – Lo scontro tra il comune di Aprilia e la Sogeim, la società privata che ha realizzato il palazzetto dello Sport, terminato e chiuso da ormai tre anni in attesa che venga preso in carico dall’ente di piazza Roma, si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo lo scontro al Tar dei mesi scorsi avviato dalla Sogeim, ora è il comune di Aprilia ha presentare una nuova istanza al tribunale amministrativo regionale. L’amministrazione commissariale ha infatti dato mandato ai propri legali di intentare una causa sempre davanti al Tar al fine di ottenere un risarcimento danni dalla Sogeim di circa 525mila euro. Più di mezzo milione di euro. L’ente ricostruisce le motivazioni che lo hanno spinto a richiedere il risarcimento attraverso sei punti. Il primo riguarda la presunta violazione dei doveri di cooperazione, correttezza e buona fede nell’esecuzione della convenzione da parte di Sogeim a causa della mancata restituzione dell’area dove sarebbe dovuto sorgere il parco lineare est, progetto poi abortito e rinegoziato con il ministero per non perdere i soldi del Pnrr. “Il comportamento tenuto dalla società ha causato un danno diretto e immediato all’Amministrazione – si legge nell’istanza – costretta a risolvere un appalto già aggiudicato, ad acquisire una nuova progettazione e a rinegoziare i termini del finanziamento PNRR per non perdere i fondi, oltre che un danno di immagine”. Il secondo punto riguarda invece gli altri inadempimenti alla convenzione di lottizzazione contestati dal comune. In primis ritardi nell’esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. “L’opera, sebbene formalmente ultimata nel 2023 – continua il documento – risulta oggi, a seguito del collaudo negativo di aprile e giugno 2025, ancora inutilizzabile, non agibile, e così la cittadinanza e l’utenza sportiva rimangono ancora prive di un bene atteso da anni”. Comportamenti, e questo è il terzo punto contestato dall’ente, che avrebbero arrecato danni diretti al comune di Aprilia. Le conseguenze della mancata realizzazione del parco lineare est hanno comportato delle spese che sono rimaste a carico del comune, come le spese per il progetto redatto dall’ingegner Bernardone, oltre a impedire risparmi sulla spesa relativa al verde pubblico. Poi ci sono le presunte conseguenze derivanti dal mancato collaudo del palazzetto. “La mancata consegna del Palazzetto ha generato danni patrimoniali e non – si legge nell’istanza del comune – il danno da mancato utilizzo della struttura è quantificabile sia per l’ipotesi di gestione diretta del bene con tariffa a tempo, che di affidamento dell’intera struttura in concessione. Infine il danno di immagine e reputazionale derivante dagli inadempimenti del privato. “La vicenda del Parco Lineare Zona Est, così come quella della mancata presa in consegna del palazzetto dello sport, hanno avuto una considerevole eco mediatica e comportato un “discredito” dell’Amministrazione sia nei confronti della collettività che delle altre istituzioni pubbliche (PNRR). Trattasi di danni materiali e non patrimoniali quantificabili in termini di risonanza mediatica, configurabile anche per gli enti. Un danno totale quantificato dal comune di Aprilia in circa 525mila euro. Tesi immediatamente rigettata dalla Sogeim che ha presentato a sua volta un ricorso incidentale in cui giudica la richiesta di risarcimento assolutamente ingiustificata.