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Aprilia, Giulia Manzú: “Il comune manca di rispetto a mio padre togliendo il suo nome dalla storica sala”

APRILIA – “Ritengo che togliere la storica intitolazione della sala maggiore della biblioteca comunale di Aprilia a Giacomo Manzú sia una mancanza di rispetto”. Sono queste le prime parole di Giulia Manzú, figlia di Giacomo Manzú, scultore e pittore di fama mondiale che ha legato buona parte della sua vita ad Aprilia dove dagli anni ’60 viveva e lavorava nel suo atelier.

Il comune di Aprilia, con una delibera commissariale, ha infatti deciso di intitolare l’ex sala Manzú della biblioteca comunale ad Aleardo Nardinocchi, docente ed architetto, prematuramente scomparso nel 2015. Una scelta che sta dividendo la città e creando non poche polemiche. La più importante sala della biblioteca comunale, dal 1991, era dedicata proprio a Giacomo Manzú. A dire il vero l’intera biblioteca, dal 2013, porta il suo nome, anche se nell’immaginario collettivo è sempre stata la sala Manzú, che negli anni ha ospitato moltissime mostre artistiche, convegni e incontri pubblici, il filo conduttore diretto con il grande artista. A settembre, dopo 35 anni, quella sala cambierà nome.

“La vicenda è triste – continua Giulia Manzú – penso che sia necessario difendere e mantenere la memoria di un cittadino illustre di Aprilia. Mio padre e mia madre hanno vissuto per tanti anni in questo territorio. Sono disponibile ad aiutare nelle forme più opportune ogni iniziativa per tutelare la memoria di mio padre e di mia madre”.

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