“Sulla questione antenne per ogni passo fatto in avanti dall’amministrazione se ne fanno tre nella direzione contraria. Noi sostenitori del Movimento cinque Stelle abbiamo capito da tempo oramai, che il comune ha le idee confuse su questa vicenda. Sia l’assessore all’urbanistica Gabriele che quello all’ambiente Lombardi, non sanno bene come muoversi per prevenire nuovi casi come quello in via delle Margherite”. Continua a far discutere la questione dei ripetitori di telefonia mobile. Ad Aprilia ve ne sono ben 70 di impianti di questo tipo ed un’altra è pronta ad essere installata sulla torre dell’acquedotto di via Galilei. Un problema che sta preoccupando moltissimi residenti che già nei mesi scorsi hanno cercato, attraverso diverse raccolte firme di ostacolare la nascita di nuove stazioni radio mobili. I sostenitori del movimento Cinque stelle sono tra i gruppi più attivi e sensibili verso questa delicata tematica. Nonostante qualche passo in avanti sia stato fatto dall’amministrazione che nell’ultima apposita commissione ha portato in aula il nuovo regolamento sulle antenne, questo non è bastato a rassicurare i grillini. Ancora troppo poco è stato fatto per prevenire la nascita di nuovi ripetitori in città. “Questi dubbi col passare del tempo si sono rafforzati diventando quasi delle certezze, soprattutto quando, a pochi mesi di distanza dalla decisione di avviare uno studio sull’elettro monitoraggio, si scopre che in realtà il comune non possiede tutti gli strumenti necessari per l’avviamento di un vero monitoraggio. Quindi, se per tutti questi mesi non ci fosse stata la presenza costante attraverso la rete e la stampa locale, di continui richiami al fine di mantenere sempre alta l’attenzione sul “caso antenne”, avremmo assistito all’ennesima promessa sulla salvaguardia della salute; promessa che avrebbe visto l’avviamento di uno studio sull’elettrosmog del costo di 20mila euro condotto senza un’adeguata strumentazione”. “La tattica dell’amministrazione – continuano i sostenitori del movimento cinque stelle – è quella di annunciare progetti che dovevano essere realizzati anni fa per distogliere l’attenzione sui veri punti caldi. La mappatura presentata ha riscontrato la presenza di almeno 70 antenne, ad oggi non si conosce la cifra esatta che il comune ricava da ogni gestore per l’affitto di suolo pubblico, ma ipotizzando che per ogni antenna il comune percepisca circa 10mila euro annui, in tre anni si è potuto incassare una considerevole somma. Questo denaro ad oggi in cosa è stata impiegato visto che da regolamento comunale doveva essere messo a disposizione per un’immediata mappatura e per una misurazione dell’elettrosmog? Inoltre l’amministrazione continua ad approvare l’installazione di antenne su suolo pubblico, senza coinvolgere o informare minimamente la cittadinanza, l’ultimo esempio lo abbiamo avuto pochi giorni fa con l’antenna di via Galilei. Auspichiamo la presa in carico da parte di una nuova commissione urbanistica della modifica di alcuni punti del regolamento prendendo in considerazione l’aumento della distanza tra un sito sensibile e un antenna, superiore a 200metri, un monitoraggio preventivo in loco ogni qualvolta sia predisposta una nuova installazione, un aggiornamento costante, tramite monitor, della frequenza di elettrosmog presente nel territorio, cosi da salvaguardare costantemente la salute della popolazione. Infine chiediamo che ai fini della trasparenza si condividano in rete tramite il sito del comune, i guadagni annui per la concessioni di spazi pubblici ai gestori di telefonia e, rendere noto, se esista ,una voce di bilancio che vincoli le compensazioni dei gestori delle antenne all’attività di controllo”.
Duro affondo dei Sostenitori del Movimento Cinque Stelle sulla questione dei ripetitori di telefonia mobile
“Antenne, la maggioranza in preda al caos”
"Serve una nuova commissione urbanistica per modificare un regolamento che ad oggi non funziona"
2 Luglio 2014
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