Si è svolta ieri presso il “Casale di Giulia” in via di Carano, la prima tappa del “Mese della Pace”, percorso della Azione Cattolica dei Ragazzi (ACR) della Vicaria di Aprilia, articolazione dell’Azione Cattolica Italiana (ACI) dedicata a bambini ed adolescenti e presente nelle parrocchie di San Michele Arcangelo, La Resurrezione e dello Spirito Santo della nostra città.
L’iniziativa, in preparazione della “Festa della Pace 2026”, promossa a livello unitario dal Consiglio Diocesano dell’ACI nel solco della tradizione dell’attenzione annuale alla pace, vuole sviluppare un percorso per le associazioni del territorio di avvicinamento alla “Marcia della Pace 2026”, che si svolgerà tra Anzio e Nettuno il 1° febbraio, con partenza da Villa Adele ad Anzio, dove si trova il museo dello Sbarco di Anzio, ed arrivo nel borgo di Nettuno presso la parrocchia di San Giovanni.
L’obiettivo è quello di accompagnare in un cammino di avvicinamento (culturale e spirituale), la memoria e la riscoperta storica degli eventi (ed effetti) che hanno caratterizzato l’ultima esperienza di guerra vissuta dalla popolazione della Diocesi di Albano nei mesi da gennaio al maggio del 1944, che possa recepire gli stimoli del Santo Padre sul tema della Pace.
«La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante» è infatti il tema del Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace celebrata il 1° gennaio 2026. Il Santo Padre ha invitato tutti ad accoglierla e diventarne testimoni perché essa “esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno”. I cristiani devono diventare testimoni, e citando S. Agostino, il Papa invita a “intrecciare un’indissolubile amicizia con la pace”. Siamo tutti invitati a camminare per questa strada tracciata dal Risorto. Lui stesso ha incarnato una pace disarmata perché “disarmata fu la sua lotta”.
La pace è un dono che va salvaguardato, infatti se “non è una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica” e si può cadere nell’inganno che per ottenerla ci si debba preparare alla guerra incarnando “l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sulla forza”.
L’idea, allora, dell’ACR è stata quella di far riscoprire, come richiamato dalla bella locandina che sarà diffusa nei prossimi giorni, attraverso le lenti di ingrandimento della storia (passato, presente e futuro) gli affetti devastanti del conflitto che nel 1944 hanno sconvolto il nostro territorio e far fare esperienza ( a misura di bambino e di adulto ) di cosa sia concretamente e disumanamente una guerra (esperienza per noi lontana e sempre rischio di esser dimenticata).
Il coinvolgimento di associazioni del territorio oltre alla ACI quali gli Scout AGESCI ed FSE, in incontri di rievocazioni degli eventi più significativi delle sofferenze della popolazione e dei principali eventi bellici dei primi mesi del 1944 (sbarco di Anzio e Nettuno, battaglie di Aprilia e Cisterna, bombardamenti di Albano e Marino, …) potrà esser un valido modo di preparare la “marcia della pace” quale segno tangile dell’impegno dell’ Azione Cattolica, verso le comunità civili delle citta’ della nostra Diocesi sull’importanza di riaffermare il bisogno della pace e non dimenticare cosa e’ stata la guerra. Ieri presso il Casale di Giulia, circa 100 persone tra ragazzi ed accompagnatori di AC sono stati accompagnati dai racconti di Diego ed Emanuela, splendidi osti del Casale e responsabili dell’associazione SHINGLE 1944 ( https://www.facebook.com/share/1JyCuZqkDR/ ) di tre storie risalenti ad oltre ottanta anni fa sugli effetti devastanti di quella terribile guerra. Il Casale e le zone limitrofe, sono state teatro di cruenti scontri nel febbraio del ’44 quando la testa di ponte degli americani occupò la zona e la veemente reazione tedesca provo’ ad arginare gli allenati che si muovevano verso Cisterna per raggiungere la via Appia e tagliare una delle vie di rifornimento della linea Gustav attestata a Cassino. Toccante per i ragazzi, in particolare, il racconto della piccola Anna che a 10 anni, subito dopo lo sbarco di Anzio, fu prima trasferita con la sua famiglia nella macchia boscosa interna tra Anzio e Lavinio dai tedeschi, e poi sfollata ad Acerra dagli americani all’indomani della presa di Roma. Quella bambina di allora, oggi è una splendida Zia Anna di 92 anni, è poi entrata in sala per continuare di viva voce e sempre con tremenda emozione di cio’ che visse per ricordare quei drammatici momenti, coinvolgendo i ragazzi increduli di quel viaggio nella storia tra presente e passato.